Palazzo Vecchietti
Viene attribuita al disegno del Giambologna la facciata della casa fiorentina del senatore Bernardo Vecchietti, figlio di Giovanni partigiano del duca Cosimo e di Lucrezia Strozzi Medici.
Nel 1552 il Giambologna si trasferì a Firenze, probabilmente trovando ospitalità proprio presso Bernardo, la cui protezione al fiammingo è peraltro documentata a partire dal 1564.
Il palazzo nasce dall'accorpamento, nel 1578, di tre edifici alla casa avita sita nella piazzetta di San Donato, chiesa distrutta con le riattazioni ottocentesche della zona tra le attuali Piazza della Repubblica e Piazza Strozzi.
Le finestre al piano nobile su Via degli Strozzi recano un'iscrizione con la data MLXXVIII e il nome del committente, reso ricco dalle attività mercantili e bancarie: per esempio trattava con i Fugger di Augusta per conto del duca Cosimo.
Notevoli le finestre inginocchiate al piano terra, con similitudini alle soluzioni analoghe dell'Ammannati e del Buontalenti in altri palazzi fiorentini.
L'angolo con via degli Strozzi (da cui il riferimento comune Canto del Diavolo) è ornato da una copia del cosìdetto Diavolino, pregevole invenzione del Giambologna assimilabile alle forme mostruose delle Sfingi antiche.
La facciata è peraltro ornata di maschere grottesche maschili con turbante, il cui modello si conserva al Victoria and Albert di Londra.
Nel Museo di San Marco si conserva lo stemma in pietra della famiglia recante i cinque ermellini emblema dei Vecchietti (cinque ermellini d'argento in campo azzurro).


