Biografia

Il successo e la carriera di Jean de Boulogne, si incardinano in un momento storico preciso della Firenze della metà del Cinquecento. La vita a Firenze era caratterizzata dal consolidarsi della monarchia medicea, dalla nascita di una storiografia artistica con la esaltazione di Michelangelo e dalla relazione tra espressione artistica e nuovi criteri legati al Concilio di Trento.

Lo scultore fiammingo Jean de Boulogne, soprannominato Giambologna proprio alla corte dei Medici, seppe tenere presente tutti questi aspetti e governarli bene a suo vantaggio.

Jean de BoulogneIl Giambologna nacque nel 1529 a Douai, città oggi francese, ma nel Cinquecento soggetta all'imperatore Carlo V, come il resto delle cosiddette Fiandre. Da ragazzo fu apprendista nella bottega dello scultore e architetto fiammingo Jacques Du Broeucq, maître-artiste de l'empereur già citato dal Vasari.

Nelle Fiandre di Maria d'Asburgo, regina d'Ungheria e reggente dei Paesi Bassi, Jean subì il fascino dell'arte italiana contemporanea e delle radici classiche che in essa rimanevano evidenti.

Grande importanza ebbe, infatti, per il giovane Jean un lungo soggiorno a Roma, dove cominciò a risiedere dal 1550.

A Roma ebbe l'occasione di studiare, dal vivo, le statue antiche, le opere di Michelangelo e della scuola di Raffaello. L'artista trascorse un paio d'anni nell'Urbe esercitandosi nella realizzazione di modelli in creta o in cera tratti soprattutto da sculture classiche; e uno di questi sarebbe stato sottoposto proprio al giudizio negativo di un severissimo e ormai anziano Michelangelo.

A Roma il Giambologna entrò in contatto con il connazionale Willelm Tedrode e tramite questo talentuoso scultore nordico - già aiuto del Cellini - con il famoso Guglielmo della Porta.

Da Roma, Jean de Boulogne, si spostò a Firenze, intorno al 1552, entrando in sodalizio con Bernardo Vecchietti, suo pigmalione e primo tramite con la corte del duca Cosimo e di suo figlio Francesco de' Medici.

La capacità di restituire in forme plastiche la verità naturale rese Jean de Boulogne famoso nella rappresentazione di animali.

Nel 1563 il Giambologna fu chiamato a Bologna. Qui, per ordine di papa Pio IV e del suo delegato Pier Donato Cesi, realizzò il suo primo capolavoro, ovvero la monumentale Fontana di Nettuno in Piazza Maggiore, un complesso piramidale di sculture e architettura dominato da Nettuno il dio del mare.

Ma fu Il Ratto delle Sabine, consegnato al pubblico nella cornice della Loggia della Signoria, che segnò il successo dello scultore. La capacità di scolpire corpi all'antica ma ricchi di bellezze apparentemente vicine alla natura rese il fiammingo sempre più famoso; per esempio nell'inventare splendide figure di donne nude in pose seducenti ma accademicamente innovative e corrette.

Il Giambologna acquisì immensa fama, anche, realizzando molti bronzetti dedicati alle Veneri. Lo sviluppo del bronzetto a Firenze è anzi in buona parte da ricondurre al fortunato connubio tra il Giambologna e il suo collaboratore Antonio Susini, come anche alla moda di possedere oggetti raffinati di piccole dimensioni ma di forte presa visiva: Veneri, Ercoli, animali feroci.

Jean de Boulogne elaborò uno stile controllato anche nel campo, difficile e delicato, dell'arte sacra, che andava allineandosi ai nuovi dettami della Riforma Cattolica.

Il suo capolavoro religioso è la Cappella Grimaldi nella, ormai distrutta, chiesa di San Francesco di Castelletto a Genova.

Tra le ultime opere del Giambologna spicca il Monumento equestre a Cosimo I del 1594, un'opera che ha cambiato l'intera percezione di Piazza Signoria portando il luogo a un'aulicità inconsueta per la città di Firenze.